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‘Lumi sul Mediterraneo’. Il 24 maggio la presentazione dell’interessante libro di Cecere e Coratti

“Lumi sul Mediterraneo. Politica, diritto e religione tra le due sponde del Mediterraneo” questo il titolo dell’interessante libro in uscita il 4 aprile a cura di Antonio Cecere e Antonio Coratti con scritti di Fathi Triki, Stefano Petrucciani, Mario Reale, Bruno Montanari, Paolo Quintili, Gianfranco Macrì e Domenico Bilotti. Il 24 maggio prossimo è prevista la presentazione del libro dalla tematica molto attuale, ad Arce presso la sede della XV Comunità Montana.

 

Il dibattito pubblico attuale sul Mediterraneo si dispiega lungo tre assi fondamentali: politico, giuridico e religioso. Il rischio, tuttavia, è quello di pensare le tre dimensioni a partire da concetti e filosofie propri di una sola sponda del mare, generando un dialogo che, fin dall’inizio, si manifesta essenzialmente come un monologo. Lumi sul Mediterraneo è pensato, al contrario, come un’esperienza di condivisione e confronto di cui il mare rappresenti il tavolo comune, posto al centro degli scarti tra le differenti sensibilità e i diversi linguaggi in campo. Muovendo dalle riflessioni del filosofo tunisino Fathi Triki e, in particolare, dalla sua teoria del vivre-ensemble dans la dignité, intellettuali e studiosi del gruppo di ricerca Filosofia in movimento presentano una ricostruzione storico-ontologica della straordinaria peculiarità del vivere-insieme mediterraneo, mettendo in luce le attuali contraddizioni e criticità e prospettando nuovi percorsi di riflessione).Di fronte allo scenario di un Mediterraneo diviso e frammentato, divenuto teatro tragico di migrazioni disperate e morte,- spiegano gli autori -abbiamo sentito l’esigenza di ripensare le categorie culturali e filosofiche che costituiscono – tanto storicamente quanto ontologicamente – la base comune delle tradizioni e della vita spirituale dei popoli mediterranei. Il dibattito che ha animato il gruppo di ricerca Filosofia in movimento negli ultimi due anni – e che in questo testo appare come un dialogo fra alcuni dei protagonisti di questa stagione intellettuale – ha generato l’emergere della dimensione originaria del Mediterraneo quale spazio archetipico di convivenza, la cui coscienza collettiva si è costituita grazie a una interculturalità ante litteram alimentata dal continuo movimento di uomini, merci, idee e linguaggi.

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